“In punta di penna…” Casa di Comunità di Lughezzano – gennaio/febbraio 2025

Si è concluso sabato 22 febbraio il percorso di scrittura autobiografica “In punta di penna…”, che si è svolto negli spazi della Casa di Comunità di Lughezzano (Vr). Ringrazio la Cooperativa Sociale La Tata per aver creduto nel progetto e averlo sovvenzionato, in particolare l’assistente sociale Alessia Girlanda. Il grazie più sentito va a chi ha condiviso questo cammino, non sempre agevole, che ha scelto di darmi fiducia. Spero di essere stato un buon compagno viaggio… Michele

“Scrivere mi ha portato ad esplorare esperienze e sentimenti che ho trascurato. Condividere le mie esperienze mi ha aiutato a connettermi con gli altri e a sviluppare empatia. Attraverso la scrittura ho identificato aree della mia vita su cui desidero lavorare e crescere stimolando un processo di cambiamento positivo. Mi sono sentito sollevato nel mettere su carta i pensieri e sentimenti che ho tenuto dentro. In sintesi è stato un viaggio profondo dentro me stesso con opportunità di crescita, riflessioni e connessioni con gli altri. Scrivere del proprio passato è stato terapeutico mi ha aiutato a elaborare e affrontare emozioni complesse. Attraverso la scrittura sono arrivato ad una maggiore accettazione delle mie esperienze passate, imparando a vederle come parte di ciò che mi ha reso chi sono oggi” Elia

“Questo percorso autobiografico è stato davvero una manna, un’occasione preziosa per fermarmi, il sabato, dopo una settimana lavorativa… mi ha dato il tempo per stare con quel che è vivo in me. A volte è scattato il ricordo, ovvero il riportare al cuore volti, situazioni, emozioni sepolte nei meandri della mia sgangherata vita. E’ stato importante fare memoria, lasciar scorrere la penna, sono arrivate assieme ai ricordi anche intuizioni. La mia scrittura mi ha sorpreso quando sono affiorate parti di me che avevo dimenticato, è stato come dare voce alle diverse Cinzia che sono stata e accoglierle nella consapevolezza che quello che sono ora è l’insieme di tutti quei frammenti e molto più. Mi ha stupito la franchezza, la trasparenza con cui ho scritto e condiviso pezzi della mia storia, c’era sì il gusto di raccontare così come quello di accogliere parti scomode di me… devo dire che la rete di sostegno del gruppo ha fatto il suo lavoro. Sentire che le proprie parole sono accolte senza giudizio crea la voglia di esplorare ancora. Ogni racconto, ogni esperienza ha avuto un senso, per cui faccio fatica ad individuare qualcosa che butterei via e paradossalmente lascerò alle spalle l’intera esperienza perché è solo così che si procede, grata per quella che è stata…mi arriva l’immagine dei grandi mandala disegnati nella sabbia dai monaci, una volta terminati si distruggono, ecco anche questo percorso per me è un grande mandala, magnifico nel suo dipanarsi e che allo stesso tempo è pronto per essere lasciato alle spalle, perché altro possa arrivare, nella consapevolezza che il bello che arriva è in risonanza o è stato richiamato anche da questo cammino. Non so se ho tratto degli insegnamenti da questo viaggio autobiografico, una cosa però è certa: “ha lasciato un segno” che è proprio quello che etimologicamente sta nella parola insegnamento. Ha lasciato un segno non solo nella sessanta pagine scritte in questi appuntamenti, ha lasciato un segno nella voglia di godermi di più nella scrittura, perché è un luogo confortevole in cui mi trovo e mi ritrovo. Mi trovo spesso in difficoltà quando qualcuno mi chiede com’è andato un (per)corso: cosa raccontare? Quello che è stato fatto? Quello che ho vissuto? Quello che ho provato? A seconda di quello che decido di raccontare probabilmente arriverebbero tre storie diverse e allora? Per questa esperienza scelgo di dire che è stato un modo per stare in presenza, accogliere la propria storia, con morbidezza, sorridere dei bei ricordi, ammirare la bellezza dei compagni e delle compagne di viaggio, nella gratitudine per chi ci ha guidato con sapienza e delicatezza.” Cinzia

“La scrittura mi ha aiutato a scrivere e condividere con le persone che hanno partecipato a questo percorso “In punta di penna” il mio vissuto, tralasciando alcune cose un po’ troppo tristi e dolorose e anche delicate da poter esporre o mettere a nudo verso tutti, come la perdita del mio adorato figlio. Ma solo limitandomi a descrivere momenti di grande sofferenza senza entrare nei particolari. La scrittura inoltre, tanti anni fa, mi ha aiutato ‘un po’’ ad iniziare ad elaborare questo grande lutto, mettendo sulla carta tutti i bellissimi ricordi di vita passati insieme al mio adorato figlio, ma quei ricordi erano e resteranno solo miei. In questo percorso sono però riuscita a raccontare anche ricordi molto belli e spensierati, legati alla mia infanzia, passati in questo piccolo paesino. Quindi sono riuscita a mettere su queste pagine bianche non solo tristezza o disperazione, ma anche gioia, ricordi belli e, nonostante tutto, gratitudine verso la vita. Ritengo che per me sia un grande passo avanti, perché quando si vivono grandi dolori si rischia di rimanere incastrati nel dolore, nella rabbia e nel buio profondo della vita terrena. Attraverso questo percorso autobiografico mi sono accorta che nella mia vita c’è ancora luce, la luce del dono della vita, la luce di vivere anche per chi non c’è più, guardando con occhi diversi il sole che nasce al mattino o il sole che tramonta alla sera, il canto degli uccellini, la natura che ci circonda e ci inonda di pace immensa… tutto ciò come il dono più grande dell’universo, cioè vivere. Ciò che scrivo è quello che la scrittura stessa mi sta dando, la possibilità di trasmettere agli altri. Perché spesso le parole dette e non dette volano via, non si fermano nei cuori delle persone, non fanno riflettere.

Non lascerei nulla di questo viaggio autobiografico, tutto serve, anche il silenzio e la non condivisione dei giovani ragazzi, troppo timidi e chiusi quando devono parlare di loro. La vivo quotidianamente con mio figlio questa chiusura e incapacità all’aprirsi verso gli altri. A volte mi chiedo: ma quanta sofferenza avranno nei loro cuori, anche se a volte sembrano padroni del mondo? Forse se avessi fatto questo percorso 30 anni fa sarei rimasta zitta anch’io. Oggi tutto è cambiato, la vita ti mette a dura prova, ti tempra e quindi acquisisci un’altra consapevolezza di te stessa, si ha meno paura di esporre agli altri i propri sentimenti e non temi più il giudizio.

L’insegnamento più piacevole e inaspettato che ho trovato in questo viaggio autobiografico: aprirsi agli altri, magari tenendo qualcosa di troppo personale per sé, ma imparando anche a condividere buona parte di noi, del nostro vissuto e del nostro essere persone, ognuna con il proprio bagaglio di vita, bello o brutta che sia. Ma sempre la nostra vita. Quindi all’interno del gruppo ho ascoltato con molta attenzione anche le riflessioni altrui, imparando a mettermi in ascolto dell’altro in silenzio, senza parlare, ma soprattutto senza mai giudicare.

Ho iniziato questo percorso di scrittura autobiografica molto titubante e, se vogliamo, anche con un po’ di ansia e agitazione. Sono stata spinta da mio marito a provare questa nuova esperienza. I miei dubbi erano: ‘cosa scrivo su quelle pagine bianche, io che non ho mai amato scrivere?’ Invece mi ritrovo, ogni volta, ad ogni riflessione o argomento che ci viene proposto da Michele, la nostra guida in questo magico percorso autobiografico, inizio a scrivere come un fiume in piena. Sto scoprendo una parte di me e della mia persona, un po’ sconosciuta, che solo attraverso la scrittura sta emergendo. Che bella esperienza! Sono contenta di avere intrapreso questo percorso a ma, fino a poco tempo fa, sconosciuto, ma che consiglio vivamente a tutti. Un modo semplice per imparare a conoscersi, accettare le proprie fragilità e a mettere a nudo la nostra interiorità, spesso nascosta e rimasta custodita dentro di noi, solo per noi, ma che si può imparare anche a condividere. Grazie per questa bellissima scoperta. Grazie Michele.” Fiorella

“Ho iniziato questo percorso con un’idea del tutto sbagliata. Pensavo più ad un corso per imparare le tecniche necessarie per scrivere una bella autobiografia. Pensavo ad un libro di successo, sebbene non fosse proprio un desiderio, quanto un’infatuazione. Pensavo ad un testo che raccontasse della mia vita per poterlo lasciare un domani a mia figlia: scritto con dovizia e accuratezza. Avrei potuto scrivere la mia vita affinché qualcun altro potesse leggerla. Non avevo pensato a qualcosa per me stessa. La sorpresa è stata invece capire che il percorso di scrittura, perché di corso non si tratta, sarebbe stato lo strumento per riordinare le mie emozioni, i miei ricordi e i miei stati d’animo, Tutto ciò che risiedeva inconsapevolmente dentro me. La sorpresa sta nel benessere emotivo che al termine del percorso ho potuto raggiungere, riordinando tutto nella mia mente e nel mio cuore. La sorpresa è stata quella di conoscere il percorso di scrittura autobiografica quale strumento per potermi leggere dentro. Il percorso è ben strutturato. Michele sa dare dei buoni spunti di riflessione. Grazie al clima sereno che si è creato, è stato facile sentirmi a mio agio con Michele e tutto il gruppo. Di questa esperienza tengo tutto: il luogo, il gruppo, Michele, la musica di sottofondo e … anche le tisane. Nel corso degli incontri ho imparato a dare valore ai miei pensieri, metterli nero su bianco senza timore o vergogna, nella certezza del rispetto e della sensibilità del gruppo. Ho imparato a scavare dentro me nella ricerca dei ricordi più reconditi e trascriverli insieme alle emozioni che di volta in volta stavo provando. È stato un viaggio dentro me stessa, per me stessa. Ho raccontato questa mia esperienza ad una amica, Le ho descritto le modalità con cui si svolge il percorso. Le ho raccontato come mi sento quando mi trovo nel gruppo, della capacità che ho acquisito nell’essere riflessiva, dell’opportunità avuta di trovare uno spazio per potermi fermare e leggermi dentro. Le è piaciuto molto quello che le ho raccontato.” Gabriella